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Messaggio di scrittori, artisti e accademici venezuelani al loro colleghi di tutto il mondo Lunes, 8 de marzo de 2004
l Venezuela sta vivendo uno dei momenti piu’ drammatici della sua storia. Si sta per perpetrare una gigantesca frode perche’ non siano riconosciute milioni di firme di venezuelani che chiedono un referendum revocatorio del mandato presidenziale di Hugo Chavez. La pressione esercitata in modo sfacciato e contumace dal proprio Chavez e dai i suoi piu’ fedeli seguaci, in special modo dal Vicepresidente, i ministri, i deputati ed i mezzi di comunicazione dello Stato, ha influito sulla maggioranza dei membri del Consiglio Nazionale Elettorale, i quali, davanti all’evidenza delle firme consegnate, si sono avvalsi di arguzie e formalismi per invalidare un numero di queste in modo da rendere non procedente il referendum, obbedendo gli ordini del presidente, impegnato ad impedirlo perche’ sa molto bene che, se si effettuasse, sarebbe inevitabile la revoca del suo mandato. Di fronte alla possibilita’ di perdere il potere, il governo sta mettendo in atto ora una campagna nazionale e internazionale diretta a delegittimare la raccolta delle firme per il referendum revocatorio che e’ stata qualificata sin dal primo giorno dallo stesso presidente come “megafrode”.
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I 3.448.747 cittadini che hanno firmato chiedendo la convocazione del referendum, lo hanno fatto, tra altre cose, per i seguenti motivi: 1) La vocazione inequivocabilmente despotica e totalitaria del presidente, dimostrata con la tendenza al controllo assoluto di tutti i poteri pubblici e raggiunto ormai in gran parte 2) La militarizzazione dell’amministrazione pubblica in tutti i suoi livelli, includendo un’alta percentuale di ministri e governatori di stati 3) La violazione sfacciata della legislazione della propria Costituzione, sia da parte del presidente stesso, sia da parte dei funzionari pubblici in ogni istanza 4) La militarizzazione e partidizzazione dell’impresa statale del petrolio (PDVSA) che porta al deterioramento della maggiore fonte di ingressi del paese e la sua progressiva denazionalizzazione, al consegnare le concessioni della stessa a compagnie straniere 5) Il caos economico, con un rovinoso controllo cambiario, un’elevata inflazione, un altissimo ed elevato tasso di disoccupazione, una drammatica crescita della poverta’ ed una marcata scarsita’ di prodotti di prima necessita’ come alimenti e medicinali 6) La divisione e smantellamento delle Forze Armate e la sua graduale sostituzione con una forza militare parallela al servizio, non del paese bensi’ del governante e dei suoi seguaci 7) Una politica internazionale erronea e squilibrata, diretta dal capo di Stato in funzione delle sue convenienze e capricci personali, e con gravi danni agli interessi del paese 9) Una brutale repressione di molte manifestazioni popolari, con l’uso delle Forze Armate e di gruppi di destabilizzazione, di una falsa origine popolare, organizzati ed armati da organismi del governo 10)L’intimidazione eseguita con differenti procedimenti, ai mezzi di comunicazione avversi al regime ed un totale disprezzo dell’opinione pubblica 11) L’abbandono dei servizi pubblici, in special modo quelli di sicurezza sociale, educazione e salute, per sostituirli con “missioni” di chiara impronta populista 12) Un’assoluta indifferenza davanti alla crescita sproporzionata della delinquenza comune 13) Un’ esacerbato culto alla personalita’ come e’ tipico dei governanti dittatoriali. Chavez non ha capito che il suo piano di governo, quell’insieme di idee elementari e di promesse che entusiasmarono milioni di venezuelani, aveva bisogno per la sua applicazione di un ampio consenso, mediante un paziente lavoro di persuasione e convincimento, anche quando si sapeva che ci sarebbero stati poderosi settori refrattari ai cambi che il paese reclama. Invece di cercare la maggior volonta’, Chavez ha usato un’arringa velenosa, orientata a fomentare la violenza, l’odio di classe e l’esclusione d’ immensi settori della classe media e alta, da lui chiamato oligarchi. Il linguaggio aggressivo, procace ed ingiurioso, improprio di un vero capo di stato, diretto a squalificare i valori della classe media, gli hanno fatto perdere il loro appoggio e costituiscono, insieme ad ampi settori popolari, un’opposizione di circa un 70% che cerca di toglierlo dal potere mediante la revoca del suo mandato, diritto consacrato dalla Costituzione che il proprio Chavez ha fatto con l’appoggio di un’ Assemblea Costituente che gli era favorevole nella quasi totalita’. Denunciamo ai colleghi di tutto il mondo la situazione che qui vi abbiamo appena accennato, specialmente perche’ il governo di Chavez e’ venuto sviluppando un’insidiosa e costosissima propaganda all’estero, pagata con denari del popolo venezuelano, la quale ha prodotto non poca confusione tra gruppi e persone facilmente ingannabili grazie alla lontananza ed alla poca informazione su cio’ che accade realmente in Venezuela. Questa propaganda pretende far credere che Hugo Chavez e’ il leader di una rivoluzione che non va oltre la sua sproporzionata fantasia giacche’ fin’ora si e’ andato solamente incontro ad una vera catastrofe, all’ombra della quale il governante ed i suoi seguaci ad ogni livello hanno praticato l’arricchimento illecito piu’ scandaloso della storia venezuelana, ed hanno fatto passi verso l’instaurazione in un futuro vicino di una brutale dittatura militare, sotto l’ ingannevole immagine di un governo che si supporrebbe socialista o di sinistra, capace di risvegliare i sentimenti utopistico che il popolo venezuelano, cosi’ come tutti i governo del mondo, desidera come soluzione alla poverta’ ed altri mali che stanno patendo, pero’ che in realta’ solo e’ stato un governo personalista, autoritario e moralmente depredatore. Cio’ nonostante, il presidente Chavez e’ stato tendenziosamente contumace nel negare il carattere democratico della grande maggioranza di coloro che ci opponiamo alle sue pratiche autoritarie Caracas, 25 febbraio 2004 Alvaro Agudo Version en Inglés |
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Corina Briceño
Antonio Sánchez García
Emilio Nouel |
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